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	<title>SCRIVONAPOLI &#187; virus</title>
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	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
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		<title>Gencovid, un anno di ricerca sul virus</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2021 18:17:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ad un anno dall&#8217;avvio, il progetto Gencovid traccia un bilancio delle sue attivit&#224; e dei risultati raggiunti nelle attivit&#224; di ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333333;">Ad un anno dall&rsquo;avvio, il progetto <a href="http://www.gencovid.it">Gencovid</a> </span><span style="color: #333333;">traccia un bilancio delle sue attivit&agrave; e dei risultati raggiunti nelle attivit&agrave; di monitoraggio, diagnosi e ricerca sul Sars-Cov-2.&nbsp;</span><span style="color: #333333;">Oltre 900.000 tamponi somministrati, 300.000 analisi molecolari, 2000 sequenze individuate: sono alcuni dei numeri del modello di ricerca sul <strong>Sars-Cov-2</strong>, nato a marzo 2020 in Campania, che si muove nel segno della cooperazione tra <strong>Regione Campania</strong>, che ha finanziato il progetto, Enti territoriali e Istituti di ricerca scientifica e che coinvolge 7 centri internazionali di ricerca che, da un anno, lavorano con l&rsquo;obiettivo di individuare strategie sanitarie di contenimento della pandemia e nuovi studi sull&rsquo;evoluzione epidemiologica del Sars-Cov-2.<br />
Alla base del modello, che ha riunito I<strong>stituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno</strong>, Istituto Telethon di <strong>Genetica e Medicina (Tigem)</strong>, Centro di Ingegneria Genetica e Biotecnologie Avanzate (Ceinge), Laboratorio di virologia dell&rsquo;Azienda Ospedaliera Universitaria ed Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali&nbsp;della Federico II, Istituto Nazionale Tumori IRCCS Pascale, Azienda Ospedaliera dei Colli e Universit&agrave; degli studi della Campania &ldquo;Luigi Vanvitelli&rdquo;, ci sono le attivit&agrave; di tracciamento, studio e sequenziamento.<br />
&ldquo;Sin dai primi mesi dell&rsquo;emergenza sanitaria, <strong>l&rsquo;Istituto Zooprofilattico Sperimentale</strong> ha effettuato screening di massa nei territori focolaio dell&rsquo;epidemia da Covid19 e, congiuntamente al Tigem e all&rsquo;Azienda Ospedaliera dei Colli, nell&rsquo;ambito dell&rsquo;attivit&agrave; di sequenziamento di varianti SARS-CoV-2, ha trasmesso i risultati diagnostici su GISAID<strong>,</strong> la piattaforma online per diffondere in tempo reale le informazioni sulle sequenze acquisite e trasferirle simultaneamente alla comunit&agrave; scientifica mondiale&rdquo; dichiara Antonio Limone, direttore generale dell&rsquo;Izsm.<br />
&ldquo;Fino ad oggi, presso il centro di sequenziamento genomico del Tigem, sono stati stati sequenziati i genomi virali SARS-CoV-2 di circa 6000 tamponi. Questo rappresenta il numero pi&ugrave; alto di genomi virali sequenziati da un singolo istituto italiano (<strong>pi&ugrave; del 30% dei genomi SARS-CoV-2 sequenziati in Italia</strong>). Ci&ograve; ha portato all&rsquo;identificazione di 58 varianti, alcune delle quali con caratteristiche di particolare patogenicit&agrave;, presenti in regione Campania. Questo successo &egrave; stato possibile grazie all&rsquo;efficiente collaborazione tra il <strong>Tigem, l&rsquo;Izsm e l&rsquo;Ospedale Cotugno</strong> ed al supporto della Regione Campania che ha creduto fin dall&rsquo;inizio nel nostro progetto&rdquo; ha dichiarato Andrea Ballabio direttore del Tigem.<br />
In questo scenario si inseriscono anche gli studi effettuati, in laboratori di classe 3, dai Ricercatori del Ceinge, in collaborazione con gli esperti dell&rsquo;Izsm, che ha caratterizzato la funzione di nuove molecole anti-virali sulle varianti identificate dal <strong>Ceinge</strong>. &ldquo;Un lavoro che ha portato a 21 lavori scientifici pubblicati, all&rsquo;individuazione di 4 nuove metodologie diagnostiche, al sequenziamento di oltre 12 genomi e al deposito di 7 brevetti per applicazioni cliniche&rdquo;, evidenzia Pietro Forestieri, presidente del Ceinge. Inoltre, nell&rsquo;ambito di studi di Genetica Umana e Genomica funzionale legati alla identificazione dei fattori ereditari tra ospite-dipendente, il Ceinge ha condotto, insieme all&rsquo;Izsm, un progetto su 1.000 genomi di pazienti asintomatici per identificare varianti associate ai soggetti asintomatici.<br />
Attualmente, al vaglio dei ricercatori del Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali e del laboratorio di Virologia dell&rsquo;Azienda Ospedaliera Universitaria della Federico II, oltre l&rsquo;indagine genetica e terapica del Sars-Cov-2 per l&rsquo;individuazione di nuovi approcci per la prevenzione e la cura dell&rsquo;infezione, c&rsquo;&egrave; anche lo sviluppo clinico di nuovi test basati sulle nano particelle o sull&rsquo;impiego di differenti matrici per le attivit&agrave; diagnostiche o terapeutiche, come la ricerca sui polifosfati per l&rsquo;inibizione dell&rsquo;infezione. In particolare, l&rsquo;Istituto Nazionale Tumori IRCCS &ldquo;Fondazione G. Pascale&rdquo; ha svolto attivit&agrave; di approfondimento diagnostico e di follow-up clinico su soggetti poli-patologici al fine di individuare farmaci attenuativi e trattamenti clinici efficaci.<br />
Ulteriore oggetto di studio &egrave; il progetto &ldquo;Jumping&rdquo;, condotto dall&rsquo;Izsm in collaborazione con l&rsquo;Istituto superiore di sanit&agrave;, per prevenire il rischio di un ulteriore salto di specie del Covid-19.<br />
&ldquo;Sebbene il rischio di trasmissione zoonotica inversa tra animali allevati e allevatori positivi al Sars-Cov-2 sia, ad oggi, basso &ndash; aggiunge Limone &ndash; i ricercatori dell&rsquo;Izsm stanno procedendo nell&rsquo;elaborazione di metodologie d&rsquo;analisi ad hoc per il monitoraggio sierologico di specie diverse e la prevenzione di ulteriori situazioni emergenziali&rdquo;.<br />
&ldquo;Ad un anno dal suo inizio, il progetto <strong>Gencovid</strong> traccia dunque un bilancio pi&ugrave; che positivo, rivelandosi determinante e strategico nell&rsquo;ambito delle attivit&agrave; messe in campo a livello regionale e non solo, nella ricerca sul Sars-Cov-2. I suoi risultati rendono questo modello strategico ed organizzativo auspicabilmente mutuabile anche al di fuori dell&rsquo;emergenza da Covid-19&rdquo;, conclude Limone.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Rischi epidemiologici, Caserta è un&#8217;eccellenza</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2021 16:40:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[scrivonapoli.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[CASERTA]]></category>
		<category><![CDATA[Caserta]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
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		<description><![CDATA[Un innovativo protocollo brevettato a tutela di operatori e cittadini dai rischi epidemiologici.<br />
<br />
Caserta sarà la sede del primo ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="color: #333333;"><b>Un innovativo protocollo brevettato a tutela di operatori e cittadini dai rischi epidemiologici.</b><br />
</span></p></blockquote>
<p>Caserta sarà la sede del primo Centro Italiano specializzato nella sterilizzazione dei dispositivi medici, basato sul brevetto internazionale SterOut, messo a punto nel 2009 da Antonio Della Valle, casertano, specialista in Chirurgia orale, Antropologia forense, coordinatore medico-legale del CESCRIN e docente universitario. SterOut è protocollo di metodologie per la sterilizzazione dei dispositivi medici riutilizzabili che garantisce elevati standard di affidabilità, sicurezza e tutela medico-legale.</p>
<p><a href="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2021/03/Schermata-2021-03-17-alle-17.41.37.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-149387" src="http://www.scrivonapoli.it/wp-content/uploads/2021/03/Schermata-2021-03-17-alle-17.41.37-300x195.png" alt="Caserta Della Valle" width="300" height="195" /></a></p>
<p><span style="color: #333333;">La sterilizzazione funzionale, che oggi tra l&#8217;altro risponde ad importanti emergenze socio-sanitarie, integra l’uso di dispositivi nanotecnologici, tecnologie ‘green’, trattamenti in atmosfera controllata, recupero di acque e vapori a zero impatto ambientale, soluzioni nanomolecolari ad alto potere battericida, virucida, sporicida e all’introduzione della nuova figura dell’Operatore di Sterilizzazione (O.ST.), per la quale è stato attivato, su iniziativa di Della Valle, il primo Corso Europeo professionalizzante per Operatore Tecnico di Sterilizzazione presso l’Università UniCamillus di Roma.<br />
Il progetto del Centro di Sterilizzazione, che rappresenta un’avanguardia tecnico-scientifica per l’intera Campania e il Mezzogiorno, ha trovato piena accoglienza, sostegno e grande condivisione da parte del Sindaco di Caserta Avv. Carlo Marino, con l’impegno ad individuare aree idonee ad una localizzazione ad elevata funzionalità logistica e proprio nei lotti prospicenti il costruendo Policlinico, un’area definibile strategica e completamente al servizio delle esigenze sanitarie non solo dei principali ospedali del Casertano, ma anche di tutte le numerose strutture private della Provincia di Terra di Lavoro.<br />
Inoltre, molti consiglieri comunali ne hanno sottolineato il valore promozionale per il territorio, in termini di riscatto, innovazione scientifica e rinascita di competenze.<br />
“Con questa iniziativa – dichiara il Sindaco Marino &#8211; avviamo un percorso innovativo che porterà nelle aree antistanti al Policlinico a realizzare un Polo tecnologico Sanitario, che può diventare un volàno di lavoro per i nostri giovani. Ci candidiamo a mettere questo centro e il polo sanitario come elementi della Next Generation EU, quale misura della innovazione tecnologica e della competitività del Sud”.<br />
La Centrale di Sterilizzazione interessa tutti i settori che realizzano il ciclo biologico dello sporco su uno strumentario riutilizzabile. I campi di applicazione comprendono da una parte tutte le discipline mediche, sia umane che veterinarie; le specializzazioni chirurgiche, l’odontoiatria e la dermatologia; le attività biologiche, diagnostiche e laboratoristiche, nonché i lavori che presentano inferenze e aderenze con elementi organici, come nel caso i dispositivi riutilizzabili derivanti dai trattamenti estetici.<br />
“Il Centro di Sterilizzazione – spiega Della Valle – risponde ad esigenze di carattere   epidemiologico, per contrastare patologie emergenti e pregresse attraverso la completa disintegrazione dei virus e dei batteri; professionale, con l’acquisizione di nuovi profili in grado di stabilire il rischio biologico a monte, quando il dispositivo medico riutilizzabile entra nel Centro; tecnologico, basato sul controllo delle acque reflue, dei vapori saturi, dei profili energetici attivi; soprattutto del processo di  certificazione del dispositivo e garanzia della sua affidabilità nel riutilizzo secondo modalità ‘track &amp; trace’ che codificano il processo lungo tutto il percorso di sterilizzazione”.<br />
La sterilizzazione in outsourcing, con l’affidamento della gestione globale presso la Centrale, consente inoltre una drastica riduzione delle spese gestionali migliorando la qualità e l’efficienza del servizio, il rispetto esclusivo ed avanzato delle normative che regolano la sterilizzazione, il controllo di personale che non risulta  con competenza &#8220;probabile e possibile&#8221;,  ma specificatamente specializzato, flessibilità e riduzione dei costi produzione. Inoltre i committenti, pubblici e privati, annullando di fatto i costi per i beni strumentali chirurgici ed il rischio di stoccaggio interno di forme virali e batteriche, potranno ricavare vantaggi fiscali per acquisto di prestazioni totalmente deducibili, riducendo la loro responsabilità dei caso di infezioni virali derivanti dall’uso di dispositivi medici. Si libereranno spazi tecnici ed aree che verranno riservate solo alle cure e non alla produzione di servizi.<br />
“Se le infezioni nosocomiali sono un pericolo per la salute e se i virus mutano velocemente – conclude Della Valle –., questa battaglia si potrà vincere con metodologie all’avanguardia,  con figure professionali ad elevata specificità formativa, con un modello di sicurezza razionale e con un&#8217;adeguata qualità e  sostenibilità dei costi relativi a reali servizi ”.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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