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	<title>SCRIVONAPOLI &#187; porto</title>
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	<description>Giornale Online &#124; Le notizie di Napoli e Campania</description>
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		<title>Due mesi per il piano operativo e tre anni per il “nuovo” Molo Beverello</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2016 15:35:37 +0000</pubDate>
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Le Zone Economiche Speciali approvate dalla Regione e la collaborazione con le Università proposta dai Rettori  sono tra le prime ]]></description>
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<p><i>Le Zone Economiche Speciali approvate dalla Regione e </i><i>la collaborazione con le Università proposta dai Rettori  </i><i>sono tra le prime idee da cui ripartire</i></p>
<p><span id="more-132786"></span></p>
<p><b></b><b>Due mesi esatti per presentare il piano operativo</b> al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio. <b>Un anno al massimo per l’approvazione degli strumenti urbanistici e la partenza delle gare d’appalto</b> <b>per l’avvio dei lavori almeno nell’area del Molo Beverello</b>. <b>La partenza delle Universiadi nel 2019 per completare questa prima area di lavori. Chiaro e preciso il cronoprogramma per rilanciare il Porto di Napoli </b>esposto dal neo presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, <b>Pietro Spirito</b>, che ha scelto <b>“Il Sabato delle Idee”</b>, il pensatoio progettuale fondato dallo scienziato <b>Marco Salvatore</b> unendo alcune delle migliori eccellenze accademiche, scientifiche e culturali della città di Napoli, <b>per il suo primo confronto pubblico con la città, dopo essersi insediato nel suo nuovo ruolo soltanto lo scorso 5 Dicembre. </b></p>
<p><b>“Il Porto di Napoli riparte praticamente da zero dopo oltre un decennio di immobilismo assoluto”. </b>Ha iniziato il suo intervento senza mezze misure Spirito, mostrando e proclamando immediatamente come suo modus operandi la sua già nota vocazione alla concretezza.</p>
<p><b>“In questi primi giorni ho avviato una fase di studio</b> &#8211; ha spiegato Spirito &#8211; per capire, ad esempio perché <b>i concessionari del porto negli ultimi 10 anni non hanno fatto nulla. Sono pronto ad intervenire subito per eventuali cambi di concessione perché la mia attività sarà improntata al binomio efficienza e legalità.</b> Soltanto attraverso il rispetto delle regole sarà possibile far ripartire il Porto di Napoli ed in generale <b>quegli investimenti nel settore strategico della logistica che le imprese italiane hanno smesso di effettuare lasciando il Paese al palo</b>, mentre ci sono realtà come <b>la Cina dove la logistica vale il 20% dell’intero PIL nazionale”.</b></p>
<p><b>Le Universiadi 2019, secondo Spirito, sono il limite massimo entro il quale almeno il Molo Beverello deve rifarsi completamente il look</b> “perché non è possibile che uno dei punti di accoglienza (per oltre 7 milioni di passeggeri all’anno)  più importanti di una città bellissima versi in queste condizioni”. Interventi strutturali, dunque, che Spirito ha subito precisato di voler fare <b>seguendo le linee guida della Prefettura e dell’ANAC per muoversi nel rispetto delle regole complesse del nuovo Codice degli Appalti. </b></p>
<p>Un lavoro difficile quello che attende Spirito che, però, dalla discussione de “Il Sabato delle Idee”, <b>promossa stavolta in collaborazione con l’Unione Industriali di Napoli e la Fondazione Ordine Ingegneri Napoli</b>, ha ricevuto anche una serie di buone notizie. <b>Innanzitutto la recente approvazione da parte della Giunta Regionale della Campania del documento di base per l’istituzione della Zona Economica Speciale dei Porti e delle aree retroportuali di Napoli e Salerno e dell’area di Bagnoli</b>. Una proposta lanciata lo scorso anno proprio al “Sabato delle Idee” dall’Assessore regionale alle Attività produttive, <b>Amedeo Lepore</b>, che stamane ne ha illustrato il progetto concreto. “Il documento, frutto di un’interlocuzione con il Ministero delle Infrastrutture e con quello dello Sviluppo Economico &#8211; ha spiegato Lepore &#8211; prevede <b>la sperimentazione della Zes in alcune aree e direttrici a forte consistenza logistica, infrastrutturale e produttiva</b> (i porti di Napoli e Salerno; l’area Est di Napoli; l’area industriale di Salerno; Bagnoli e l’area ex Nato; le aree produttive del Porto di Castellammare e dell’agro nocerino-sarnese; le direttrici di Salerno verso Pontecagnano-Battipaglia-Eboli; gli interporti e le relative aree dei consorzi Asi di Nola-Acerra e di Marcianise; l’area della Valle dell’Ufita). <b>Nel documento sono  anche state indicate tutte le opportunità disponibili per le Zes in termini di incentivi finanziari, di sgravi e di esenzioni doganali e fiscali, di semplificazioni normative e amministrative, che dovranno essere definite in un successivo provvedimento del governo”.</b></p>
<p><b>La collaborazione con le Università e il progetto con il Museo del Mare</b></p>
<p><b>Ma c’è di più perché a Spirito è arrivata anche la proposta di collaborazione delle Università</b> con gli interventi dei Rettori dell’Università Suor Orsola Benincasa, <b>Lucio d’Alessandro</b>, e dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, <b>Gaetano Manfredi</b>. Una proposta subito raccolta con l’immediata iniziativa concreta di pensare alla firma di un protocollo d’intesa con gli Atenei della Campania.</p>
<p>Ma soprattutto stamane a Spirito è stato presentato anche <b>un progetto già pronto per una completa “rivoluzione” del Porto</b>. È il progetto firmato, tra gli altri, dall’architetto <b>Guendalina Salimei</b>, docente di Progettazione architettonica all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, che nel lontano 2005 si era aggiudicato <b>un concorso di idee progettuali indetto dell’Autorità Portuale di Napoli</b>. Un progetto avveniristico con <b>parcheggi, centri commerciali, attività di intrattenimento e ristorazione e persino un Museo del Mare</b>. Un progetto pronto e fermo al palo da oltre dieci anni. Proprio per colpa di quell’immobilismo denunciato come premessa da Pietro Spirito.</p>
<p>Ora, anche secondo quanto emerso negli interventi degli altri relatori (tra gli altri il presidente dell’Unione Industriali di Napoli, <b>Ambrogio Prezioso</b>, il dirigente del Gabinetto del Ministero delle Infrastrutture, <b>Ivano Russo</b>, il direttore commerciale della Rete RFI, <b>Gianpiero Strisciuglio</b>, l’armatore <b>Mario Mattioli</b> e il giornalista de Il Sole 24ore, <b>Dino Pesole) il vento sembra poter cambiare e ci sono, come ha evidenziato il fondatore de “Il Sabato delle Idee”, Marco Salvatore tre nuove condizioni positive</b> per il cambiamento e il rilancio del porto di Napoli. “Adesso <b>finalmente esiste un piano nazionale delle Autorità di Sistema Portuale</b>, c’è stata <b>la tanto attesa nomina per quella del Mar Tirreno Centrale con l’arrivo a Napoli di una personalità molto forte e concreta come Pietro Spirito</b> e <b>da pochi giorni c’è anche l’approvazione da parte della Giunta regionale del progetto delle zone franche per le aree portuali”</b>. Insomma, come ha chiosato Salvatore, <b>“ora ci sono tutti i presupposti per tramutare le buone idee in progetti concreti ed ottenere immediatamente dei risultati tangibili”. Ed in effetti lo “Spirito” è sembrato quello giusto.</b></p>
<p><b>In ricordo di Fabrizio Forquet</b></p>
<p>Prima dell’avvio della discussione “Il Sabato delle Idee” ha voluto ricordare il <b>giornalista Fabrizio Forquet</b>, già vicedirettore de Il Sole 24ore, scomparso improvvisamente a soli 48 anni lo scorso aprile. <b>Scrittore e giornalista di politica </b></p>
<p><b>economica tra i più apprezzati in Italia</b>, era stato proprio Forquet lo scorso anno a coordinare i lavori de “Il Sabato delle Idee” dedicato al futuro del Porto di Napoli. <b>Il suo ricordo è stato tracciato dal collega ed amico Dino Pesole.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
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