Higuain e Insigne, due tenori alla Scala

Azzurri travolgenti al Meazza. Milan mortificato dalle giocate di Lorenzo e Gonzalo

La prima osservazione che viene da fare, al termine di questa sonante vittoria degli azzurri, alla “presunta” Scala del calcio, è che in questo momento tra Napoli e Milan ci siano, non solo quattro gol di differenza ma addirittura qualche categoria. Troppo impari la lotta tra una squadra gigantesca, al limite della perfezione, sia in difesa che in attacco e un’accozzaglia di giocatori buttati in mezzo al campo senza alcun criterio dal buon Sinisa. Del tutto naturale che Insigne, Higuain, Hamsik e Allan, su tutti, abbiano fatto la voce grossa al Meazza, mortificando le ambizioni di un Milan, che nell’arco dei novanta minuti, non ha fatto uno straccio di tiro in porta, fatta eccezione per un colpo di testa di Ely neutralizzato da Reina. La formazione di Sarri, invece, ha dato una sonora lezione di calcio agli avversari, mettendo in mostra doti tecniche, caratteriali e agonistiche fuori dalla portata dei rossoneri. L’impressione è che Sarri stia costruendo qualcosa di veramente importante, attorno a un campione assoluto che risponde al nome di Gonzalo Higuain. L’argentino non ha segnato ma è stato l’autentico trascinatore della squadra. La crescita costante di Insigne, (due gol davanti a Conte), dipende senza dubbio anche dalla presenza in campo del Pipita, mai come quest’anno punto di riferimento per tutta la squadra, da vero leader. Il gol del 2-0 di Lorenzo è da manuale del pallone. Il resto l’ha fatto una difesa finalmente all’altezza della situazione, dove Albiol non sbaglia più e dove Koulibaly sta diventando un muro quasi insormontabile. Contro il Milan ha ben giocato anche il reparto centrale, con Allan e Hamsik a rubare palloni e ripartire. Ora sarà bene stare con i piedi per terra, chiaro, ma la mole di gioco che il Napoli sta producendo, le occasioni da rete, i gol realizzati e la solidità difensiva, sono segnali precisi di una stagione che, per il dispiacere di tanti gufi e cassandre, si sta incanalando su binari esaltanti.

Marco Martone