Stadio San Paolo, tra i due litiganti perdono i tifosi

De Laurentiis attacca il sindaco e minaccia di costruire un nuovo impianto altrove

È sempre più guerra tra il Calcio Napoli e il Comune cittadino, riguardo alla gestione dello stadio San Paolo. Incontri, summit, presunti accordi e riunioni, nei mesi scorsi, non sembrano aver prodotto alcun tipo di riscontro positivo, visto che ieri il patron del Napoli, Aurelio de Laurentiis, ha avuto parole di fuoco contro il primo cittadino, reo di non aver mantenuto gli impegni presi con il presidente azzurro soltanto qualche mese fa. De Magistris, dal suo canto, ribadisce che la cifra stanziata dal patron per la ristrutturazione, parziale, dell’impianto (circa 20 milioni), non è sufficiente a risollevare le sorti di uno stadio che versa, da anni, in condizioni di precarietà assoltua. Per il sindaco, dunque, senza un investimento superiore, nonsarà dato il via libera al Napoli per il progetto. Il tutto a discapito dei tifosi del Napoli, costretti a disagi enormi, oltre a vedere svilire il tempio di tante gesta calcistiche del Napoli che fu.

”E’ assurdo che il Consiglio Comunale debba dire è troppo, è poco, debba pronunciarsi sulla questione del San Paolo. Io mi domando: ma cosa mi stai dando? Un grande cesso, mi vergogno ad entrarci”. Ha detto ieri il presidente De Laurentiis a Radio Kiss Kiss. ”Io sono Aurelio e Laurentiis ed il Napoli si chiama Calcio Napoli ed io ne sono fiero. Noi andiamo a giocare in un cesso, dovremmo giocare gratis, invece mi hanno fatto strapagare”. Il rischio adesso è che De Laurentiis riproponga la sua “minaccia” di realizzare uno stadio altrove, soprattutto se entro novembre non dovesse essere firmata la convenzione ponte per la gestione dello stadio.

Marco Martone